31 dicembre 2011

28 dicembre 2011

il villaggio di crespi d'adda


crespi d'adda, una mia foto
nel silenzio di una giornata di agosto lombardo (adoro!) sono stata in un paese, crespi d'adda, a quanlche km da milano ma un'eternità lontano dal tempo presente. l'impressione è che sia stato tutto appena abbandonato, non fosse per i vetri rotti di alcuni edifici e per le tombe del piccolo cimitero in fondo al grande unico viale che attraversa gli edifici, sembrerebbe un villaggio operaio in piena attività. ho scoperto poi il sito interessantissimo, che vi propongo qui, e che offre moltissime informazioni sotriche  e fotografiche, oltre ad una serie di curiosità.
Nonostante i problemi reali, Crespi d'Adda conserva tuttavia un suo fascino. Ogni visitatore se ne rende conto e, quando non fosse fuorviato da presentazioni arbitrarie, vi scopre tuttora interessanti risvolti di vita, di arte e di storia, imbalsamati dal tempo: il vasto opificio dove generazioni hanno faticato per il sudato pane quotidiano; le casette ordinate degli operai, degli impiegati e le villette dei dirigenti; la sbiancatissima scuola che, se in parte sarà museo di archeologia industriale, riesce ancora, per tenace dedizione dei genitori, a mantenersi viva per i piccoli; la villa padronale, un castello fantasiosamente medievale, inteso come rievocativo della presenza a Trezzo di Barnabò Visconti in catene e alle prese col veleno; la singolare e sentitissima riedizione, nella chiesa, del santuario della Madonna dell'Aiuto di Busto. E il cimitero? Merita la visita, perché ognuno che lo veda se lo commenta a modo suo.
Una visita a Crespi d'Adda è esplorazione di un microcosmo e impatto inaspettato con quella vita del pionierismo industriale che si sprigionò un giorno da Busto Arsizio.

27 dicembre 2011

in via del tutto eccezionale..

ecco un "this moment", dedicato a uno dei regali di natale che più ho desiderato..

22 dicembre 2011

insolito liberty



quando trovo delle informazioni che riguardano la mia città com'era e come è oggi (sigh!) mi esalto e mi emoziono..l'idea di andare a trovare certi lughi abbandonati, di fotografarli, visitarli e portare testimonianza di quello che erano mi esalta..ecco che allora conservo maniacalmente articoli, ritagli, interi giornali se è il caso, che propongono questi viaggi e mi sfrozo di trovare informazioni fresche in rete.
in questo caso l'articolo di qualche anno fa che vi propongo parla di una struttura meravigliosa che si trova in porta venezia e che giace in stato di abbandono: il diurno, un meraviglioso complesso di bagni pubblici di un'eleganza liberty meravigliosa e senza tempo, che oggi farebbero la loro sporca figura come attrazione turistica.
il complesso non era solo in città, costruito insieme al "gemello" in duomo, era un servizio che serviva la città offrendo a passanti, turisti o uomini d'affari manicure, doccie parrucchieri e barbieri, vasche da bagno con saponi, sali e quant'altro.
navigando in rete ho letto che il comune non ha intenzione di spenderci soldi, non possono recuperarlo anche perchè dai reportages che si trovano on line, si vede chiaramente la fatiscenza della struttura, completamente degradata e si intuisce il costo faraonico che un intervento del genere avrebbe.




oltre  alle svariate notizie in rete ho trovato anche un curioso progetto .. ci sono un mare di voci, pare che anni fa volessero veramente recuperare tutto poi no, poi demolire, poi no, oggi chissà con i tempi che corrono è difficile che si decida di investire su una struttura del genere..speriamo che resista in attesa di tempi migliori..magatri lo riqualifichiamo noi ; )

16 dicembre 2011

{this moment}
A Friday ritual. A single photo - no words - capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember. If you're inspired to do the same, leave a link to your 'moment' in the comments for all to find and see.
oggi-paolo sarpi-milano

14 dicembre 2011

ricordi dello zoo..a milano

girando su internet, oggi ho trovato (anzi veramente lo stavo cercando..) questo interessantissimo sito, dove si parla dello zoo di milano..
bombay*
il povero leone spelacchiato*
ci andavo da piccola, mi portava papà..il mio ricordo più intenso è quello della elefantessa, bombay, che suona la campanella, le davi le noccioline se volevi e lei le prendeva con il naso..quest'estate siamo andati ai giardini pubblici di porta venezia (adesso indro montanelli) a cercare le gabbie, richiamando alla memoria i posti ma a parte poche zone chiaramente riconoscibili, è stata dura  e senza troppi risultati.. sarebbe bello ritrovare quei luoghi, non lo zoo ovviamente che è decisamente un luogo fuori luogo, come dire..ma almeno riconoscere quei punti fermi dell'infanzia di un mare di ragazzini.
ecco un articolo un pò nostalgico un pò premonitore del futuro attuale, di una conoscenza della natura sotto vetro..

...Con la chiusura degli zoo cambia un’epoca. I bambini non saranno più gli stessi. Dovranno accontentarsi di una natura sotto vetro, asettica, senza quella partecipazione che per anni è servita ad avvicinare i piccoli prigionieri del cemento al mondo animale.
L’eliminazione degli zoo serve ad assicurare un futuro alla natura o a trasformarla solo in un business di carta patinata e viaggi organizzati?...


*le foto sono tratte dalla pagina di MUVI (museo virtuale della memoria collettiva di una regione)

9 dicembre 2011

oggettino di cui mi sono innamorata al primo incontro..il portachiavi spina e presa coordinata. affiancato ad una presa reale, si camuffa e sorprende per la sua reale funzione.
è sempre nell'ottica dell'uso alternativo degli oggetti, anche se questa volta è un qualcosa acquistato ad hoc e già fatto.
il punto è che mi piace moltissimo!
 


{this moment}
A Friday ritual. A single photo - no words - capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember. If you're inspired to do the same, leave a link to your 'moment' in the comments for all to find and see.



and also..

all i want for christmas..

 

8 dicembre 2011

shops#2: l'artigianato

anche quest'anno, come se fosse una maledizione sento il desiderio incontrollabile di andare in fiera, a girare l'artigianato..a parte le cose che devo prendere perchè finite/rotte o che altro (leggi bicchierini di vetro in iran, calze antiscivolo di brescia, caffè colombiano da bere lì, fontina e asiago veri, ettolitri di birra forst al padiglione dell'alto adige alla quale proprio non resisto..) adoro girare gli stand, guardare forme e colori, sentire profumi di spezie e lavanda, toccare prodotti che vorrei avere in casa..





vabbè sembra poetico, ma poi ci sono quelli con i maledetti trolley che ti camminano sui piedi, quelli che guardano per aria e che non sanno dove andare, i pazzi con vasetti molli di argilla su pezzetti di cartone (asciugheranno solo a casa e nel frattempo si sono fatti tutta la fiera con il vasetto in mano..) e quelli ancora più pazzi che riecscono a comprare entro i primi dieci minuti di visita della fiera, dei banalissimi fiori di legno, delicatissimi che rischiano con la confusione di gente che c'è di rompersi..ma prendili alla fine dico io..


No no per me solo cose solide, fontina, saponette, calze..solo alla fine vino verde e porto..