13 giugno 2017

ceramiche del mio cuor


ci sono dei posti a Milano, a Nord-Ovest di Milano per la precisione, in zona Dergano-Bovisa per la precisionissima, dove le piccole realtà artigianali spopolano..
e così durante una festa evento, l'ultima Via Dolce Via, è capitato che mi sia imbattuta in un laboratorio di ceramiche che ho sempre visto passando e del quale ho sempre studiato le vetrine..

il laboratorio di ceramiche puzzo, un posto magico, bianco, polveroso, artistico!







 

 

 


 


6 febbraio 2017

da gretapins

ci sono stata prima di Natale, quest'anno, avverando contemporaneamente due desideri: fare le spille(anzi i magneti)e vedere una casa-laboratorio veramente attaccata a casa mia e che ho sempre desiderato vedere (e abitare).
lei è una delle mitiche artigiane della bovisa, invitata al mamamarket e mai più abbandonata,
il posto è un laboratorio autentico, seminterrato, circondato da un giardinetto verde, luminoso e vissuto, pieno di realizzazioni e libri.
la padrona di casa, Greta (e la sua mamma), sono cordiali e attente, oltre che molto ospitali..ci hanno offerto il thè con i biscotti e dolcini come preludio al momento creativo. abbiamo disegnato il soggetto a nostro piacimento e poi lei ha prodotto i magneti con le macchine che ha nel suo laboratorio.
la voglia di fare mille soggetti è esplosa proprio in quel momento!
inutile dire che i bambini che ci siamo portati dietro non hanno fatto nulla di quello che avremmo voluto, in compenso noi mamme abbiamo realizzato che la prossima volta ci andremo da sole!





le sue spille1
 


dettagli che adoro!
per aiutarsi..(fa parte dell'ospitalità!)


artiste-amiche di Greta
memory animalia!



ritratto di famiglia


le macchine creatrici


chi volesse partecipare può contattare greta pins e chiedere quando farà i prossimi laboratori. non vi preoccupate, troverete dall'altra parte una persona gentile e sempre sorridente!
io, l'adoro!

31 gennaio 2017

cosa c'è sotto..


ci sono posti magici in questa città.
si, ci sono.. bisogna avere solo la fortuna di sapere indicativamente dove si trovano e la fortunissima di essere davanti al computer al momento opportuno, giusto in tempo per prenotare la tua visita..
ci sono riuscita, finalmente, a prenotare con l'instancabile FAI (Fondo Ambiente Italiano) la visita guidata all'albergo Diurno di Porta Venezia a Milano.
un posto dimenticato, nascosto, abbandonato e violato in tempi recenti da amanti del degrado (tra i quali ci sarei anche io, se non fosse che non sapevo come arrivarci..) e carico di storia, nel vero senso della parola.
ne avevo parlato già qui, facendo riferimento ad un articolo che avevo tra i miei ritagli..
è tutto vero..
qui tutto parla di decorazione, di liberty, di gusto del bello e del lusso anche.
ma era un servizio e come ha detto la guida:
...se una coppia di ricchi possidenti della Brianza, arrivava a Milano dopo un viaggio in treno, magari per andare alla Scala la sera, aveva necessariamente bisogno di darsi una ripulita, ricucire un vestito accidentalmente strappato, affittare una tuba magari..qui era esattamente questo che poteva trovare! (cit. Guida bravissimo!)
nonostante lo sfarzo delle finiture e degli arredi (vasche bombate, piastrelle a mosaico con fughe sottilissime estremamente moderno, acqua calda, sapone e shanpoo, profumi e creme) tutti potevano andarci, anche i milanesi-e allora erano parecchi-che non avevano il bagno in casa.

era così
ora invece versa in queste condizioni, ripulito dai volontari del FAI che stanno cercando da qualche anno di trovare i fondi per recuperarlo, regalarlo di nuovo alla città e renderlo un luogo adatto a mostre ed eventi.
chissà se non sarà troppo difficile, per il momento il Comune di Milano pare abbia capito che perderlo sarebbe un peccato per questa città..e grazie aggiungerei..

ingresso (non quello originale
che era centrato sulla parete)







il glorioso ingresso dal mezzanino della metro..



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la lucina indicava che il bagno era occupato

tariffario




le vasche bombate!

piastrelle con charme!



20 giugno 2015

la città e il cimitero

mi piace, quando devo affrontare una nuova città e ho pochi, pochissimi giorni a disposizione, non pensare a nessun itinerario da corsa. perdermi per le strade, guardare tutto, dettagli, persone, scritte. cercare angoli poco conosciuti dai turisti.
immedesimarmi.
ecco che a Barcellona, lo scorso maggio, mi sono ritrovata a girare in compagnia di un’amica sufficientemente pazza, per il piccolo cimitero di Poblenou. sulla spiaggia, appartato, artistico, silenzioso e assolato.
poche persone dentro  e nessun turista tranne noi, che abbiamo girato tomba per tomba
questo ciò che ho pensato bene di portare via con il fioretto fatto uscendo. di tornare a visitare il nostro monumentale, con clama e con la macchina fotografica..
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